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curiosita' su Firenze

a Firenze
                                 Il volto scolpito da Michelangelo:

Una volta arrivati in piazza della Signoria, proprio davanti a Palazzo Vecchio, anziché limitarsi a contemplare il di dietro del finto David di Michelangelo (che comunque ha sempre il suo perché), si può andare alla ricerca di un’altra testimonianza dell’artista toscano che, seppur minore e non individuabile così facilmente, non è un fake come il sopracitato belle chiappe e ha una storia alle spalle piuttosto curiosa.
Portandovi a sinistra della rampa d’accesso a Palazzo Vecchio, guardate nel muro al di là del gruppo scultoreo di Ercole e Caco: se osservate attentamente vedrete un ritratto sul muro, non particolarmente rifinito, di un uomo di profilo. Il ritratto vanta la firma di Michelangelo Buonarroti, ma non si sa con precisione a chi appartenga quel volto: c’è chi ritiene sia di uno scocciatore che, tutte le volte che incontrava Michelangelo, gli faceva una testa così, e chi pensa invece sia il volto di un condannato alla gogna.

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                                                  Il Balcone rovesciato:

In Borgo Ognissanti, al civico 12, si nota un balcone decisamente fuori dal comune, con tutti gli elementi architettonici al contrario. Il motivo di tale stranezza sembra essere un fraintendimento (più che altro un battibecco) tra il padrone di casa, tale Baldovinetti, che voleva un balcone bello e imponente e Alessandro de’ Medici, Signore di Firenze, che con un’ordinanza (1530) vietò elementi architettonici troppo vistosi e ingombranti dal momento che le vie della città erano piuttosto strette. Quel testa dura del Baldovinetti non ne voleva sapere di rinunciare al suo balcone, tanto che incominciò a stalkerare Alessandro de’ Medici chiedendogli ogni santo giorno la concessione di costruire il balcone. Quest’ultimo, esasperato, a un certo punto capitolò concedendo al Baldovinetti il nulla osta a costruire il balcone, ma a una condizione: che fosse costruito al contrario. Evidentemente Alessandro de’ Medici con questa mossa voleva scoraggiare il nostro ma, a quanto pare, non riuscì nel suo intento…

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         Il diavolo del Giambologna:

In questo paragrafo scomodo nientepopodimenoche San Pietro Martire. Perché c’entra pure lui in tutta questa storia. In un angolo di palazzo Vecchietti, per la precisione tra via de’ Vecchietti e via Strozzi, si trova una scultura a dir poco grottesca che ritrae un diavoletto portabandiera. L’originale, che porta la firma del Giambologna, si trova ora al museo Bardini. La scultura è stata fatta erigere da Bernardo Vecchietti, proprietario del palazzo, nel punto in cui si verificò un episodio legato alla vita di San Pietro Martire. Questi, interrotto mentre predicava da un cavallo nero imbizzarrito che altro non poteva essere che il Diavolo, riuscì a immobilizzare l’animale con un gesto sacro. E a ricordo di ciò, è stato commissionato il diavoletto del Giambologna.

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                                                                  La Berta:

Ci troviamo a due passi dalla cattedrale, nella centralissima via de’ Cerretani. Prendete il negozio Promod come riferimento e guardate dritti davanti a voi: vedrete il fianco di una chiesa, Santa Maria Maggiore per l’esattezza. Osservate bene questo lato della chiesa, indirizzandovi verso l’alto: ad un certo punto spunta dal muro la testa pietrificata di una signora. Si tratta della Berta.
Secondo una scuola di pensiero, pare che questa testa si trovi lì dal lontano 1326 per colpa (o per merito) dell’astrologo condannato al rogo Cecco d’Ascoli, in seguito a una maledizione da lui lanciata nei confronti di una donna che, negandogli dell’acqua, gli aveva impedito di salvarsi dalle fiamme (aveva stretto un patto col diavolo).
Un’altra scuola di pensiero identifica invece la Berta come una fruttivendola che regalò alla chiesa una campana per poter avvisare i lavoratori con i suoi rintocchi dell’apertura e della chiusura delle porte cittadine. Questo piccolo busto non è quindi altro che il segno del riconoscimento dei fiorentini nei confronti della Berta.

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curiositadifirenze.blogspot.it/2011/08/la-berta.html

www.firenzesegreta.com/index.php/curiosita-fiorentine/52-santa-maria-maggiore-la-testa-pietrificata.html
                                                      Il Toro Cornuto:

Osservando attentamente la fiancata del duomo di Firenze si può scorgere la testa di un bovino, proprio in cima a una colonna portante, all’altezza di via Ricasoli. Che ci fa qui? Esistono due storie in merito, che mischiano verità e leggenda.
La prima vuole la testa del bovino (una mucca?) come omaggio da parte dei costruttori a tutti gli animali da traino che furono impiegati nella costruzione di Santa Maria del Fiore.
La seconda, decisamente più pepata, vede la testa del bovino (un toro) come testimonianza di un tradimento. Leggenda narra che un mastro carpentiere che lavorava nel cantiere della cattedrale avesse una relazione con la moglie di un fornaio la cui bottega si trovava proprio lì vicino. Quando il fornaio scoprì la relazione denunciò la moglie e l’amante al Tribunale Ecclesiastico e la storia tra i due dovette finire. Il mastro carpentiere però, che evidentemente non era carente in senso dell’umorismo, decise di piazzare la testa di un toro in un punto strategico della cattedrale affinché il fornaio, vedendola ogni giorno, si ricordasse nonostante tutto di essere un cornuto (e anche un po’ mazziato, aggiungerei).

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                                           La Finestra sempre aperta:

In piazza della Santissima Annunziata, proprio davanti alla basilica, c’è un palazzo che ha una finestra sempre aperta. Si tratta di palazzo Grifuni e la finestra in oggetto si trova sul lato destro. Il motivo per cui la finestra sia sempre aperta è legato ad una storia d’amore a dire il vero molto poco consumata. La moglie di un membro della famiglia Grifuni, poco dopo essersi trasferita nel palazzo, dovette salutare il marito chiamato alle armi. Lei si posizionò quindi proprio davanti alla finestra a controllare se il suo sposo tornava, cosa che non avvenne mai. Quando la donna morì la finestra venne chiusa ma in casa cominciarono a manifestarsi fenomeni strani e per questo si decise di lasciarla sempre aperta.
C’è poi chi dice, invece, che la stanza in corrispondenza della finestra fosse appartenuta all’amante del Granduca Ferdinando I la cui statua in bronzo, in mezzo alla piazza, ha lo sguardo fisso proprio verso la finestra. Tutto sommato preferisco la prima versione, quella dei Romeo e Giulietta fiorentini.

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